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Cannavine

Cannavine è una frazione di Valle Castellana posta a 978 m s.l.m., a un chilomentro da Macchia da Sole, ai piedi del versante di Colle San Giorgio, presso il Fosso del Lago. Il borgo era abitato da una cinquantina di persone fino agli anni 50 del 900, oggi invece completamente disabitata. Il nome dovrebbe derivare da “cannabis”, in quanto, in zona, erano presenti coltivazioni di canapa tessile. È costituita da 4/5 casali disposti intorno ad un abbeveratoio per il bestiame. Alcune costruzioni ridotte in ruderi lasciano ancora intravedere i colori delle pareti interne che erano principalmente azzurro e verde.

È dislocata su una importante via di comunicazione interna che collega Macchia da Sole con San Vito e Settecerri, e vicino a Castel Manfrino.

Verso est vi è un ruscello, oltrepassato il quale si possono intravedere i muri perimetrali dell’Eremo di San Benedetto. Di quest’ultimo si hanno notizie dal 1252, poiché citato da Papa Innocenzo IV, e nel 1274 dal Vescovo di Acquaviva come “San Benedetto in San Flaviano in località Cannavine”, in quanto annesso alla giurisdizione di Sant’Angelo in Volturino. Attivo fino al XV secolo venne poi abbandonato. Del piccolo cenobio si distinguono solo le mura perimetrali di due ambienti rettangolari. Purtroppo la vegetazione ha ricoperto i resti appartenenti alla fondazione. L’alzato fu raso al suolo da una slavina, A. Amary in Storia naturale della provincia teramana 1854, “...nella notte de’ 13 marzo 1824 una valanga di straordinaria mole gremita di grandi macigni, distaccandosi dalla vetta del monte de’ fiori, precipitò nella sottostante valle detta de’ canapini, laddove trovasi una rustica casa che fece crollare interamente, seppellendo in mezzo alle macerie 23 individui, dei quali tre soli rimasero in vita perché trovarono scampo al di sotto delle travi, che servirono loro di scudo contro le pietre; nel mentreché i rimanenti tutti miseramente perirono, ed ora una rozza croce soltanto che si eleva in mezzo ai ruderi ricorda ai pastori il luogo in cui questi infelici vissero ed ebbero tomba.

Questa notizia ci informa che l’eremo ebbe una continuità d’uso dopo l’abbandono dei monaci come abitazione privata.

Curiosità

Una testimonianza orale dice che una delle campane presenti nella chiesa di San Giovanni Battista di Macchia da Sole provenga proprio dalla chiesa di San Benedetto.

Cannavine è una frazione ricca di storia e circondata da diversi beni di interesse storico-archeologico come il vicino Castel Manfrino, le capanne a tholos sul versante occidentale della Montagna dei Fiori, i resti del romitorio di San Benedetto proprio davanti l’abitato di Cannavine, l’arcicenobio di Sant’Angelo a Volturino, i ruderi della Chiesa dell’Annunziata sul colle omonimo e le tracce di abitati di epoca del Bronzo, del Ferro e di epoca romana in località Manerde.

 

Foto: Francesco Mosca - www.paesiteramani.it

Ultimo aggiornamento: 02/02/2022

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