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Valle Castellana

Valle Castellana sorge a 630 m s.l.m. alla confluenza tra il fosso Fosso della Tevera e il Torrente Castellano. Il nome ufficiale di Valle Castellana risale al 1285 quando Ceresia, Sorbo, Stornazzano e Rosaio, con pubblico atto, decisero, dinanzi alla chiesa dell’Annunziata, di chiedere la cittadinanza ascolana dando il nome al paese. Le case costruite in pietra sono prevalentemente ottocentesche e moderne; alcune più antiche sorgono in posizione più elevata in località Colle, dove probabilmente era situato il borgo medievale legato alla chiesa di Santa Maria di Stornazzano. La chiesa sorge ancora oggi isolata, su un banco sporgente di arenaria, con uno dei lati quasi a strapiombo sul torrente Castellano. L’edificio, probabilmente realizzato nell’XI secolo dai monaci Benedettini, fu in parte ristrutturato nel Cinquecento, poi successivamente nel 1831 e di nuovo in tempi recenti. La chiesa si presenta a navata unica con tetto a capanna, campanile a vela posto sulla facciata più corta, sopra il vecchio ingresso. Le murature sono composte da corsi irregolari di pietre con ammorsature degli angoli con blocchi ben squadrati. Nel primo Cinquecento, esattamente nel 1512, la chiesa subisce una trasformazione importante con la realizzazione di un ricco portale sulla facciata del lato destro dell’edificio, di fronte al nuovo paese. Il portale è realizzato con blocchi ben squadrati, termina con un arco ogivale sormontato da iscrizioni e davanzale del finestrone superiore. Dell’antica chiesa medievale rimane la cripta, realizzata con volte a crociera sostenute da colonne con semplici basi quadrangolari e capitelli a tronco di piramide con risega mediana. Le colonne sono realizzate dall’uso di due materiali che creano un motivo a fasce: arenaria dorata e pietra di colore grigio antracite. La tipologia della cripta trova confronto con quella di San Giovanni ad Insulam, databile alla fine del XII secolo. Nel Cinquecento le pareti della chiesa vengono affrescate, successivamente ricoperte e di recente riscoperte. Gli affreschi, in parte ancora visibili, si ispirano alla scuola crivellesca con particolare riferimento alla scuola di Stefano Folchetti da San Ginesio.

 

Foto: Francesco Mosca - www.paesiteramani.it

Ultimo aggiornamento: 04/02/2022

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